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La mia domanda su Borgogna (97 esperti)
Seconda giornata: Tra Chablis e Romanée-Conti.
Pubblicato il July 16, 2010
Questo secondo giorno è intereramente dedicato al
Bourgogne, la nobiltà massima del vino francese e quindi del mondo.
In questa terra, su queste colline maturano le uve su cui i monaci
cluniacensi hanno fondato la moderna enologia. Qui il Pinot noir e
lo Chardonnay (con una piccola percentuale di Aligoté, l'unico
vitigno del territorio che non è diventato patrimonio mondiale)
danno vita, grazie a terreni unici e particolari, uniti a
microclimi diversi e favorevoli, ad una gran
varietà di cru
capaci di sopportare invecchiamenti prolungati, tra i più famosi
del mondo. Ma la natura non basta, per fare le cose ci vuole
capacità, tecnica naturalmente, ché senza valore intrinseco dopo un
po' tutti riconoscono la fuffa, ma anche e soprattutto
organizzativa e di comunicazione. Basta passeggiare nel piccolo
centro racchiuso da antiche mura di Beaune, una
cittadina di rara piacevolezza, passeggiando tra l'Hotel Dieu e la
cave des Cordeliers, dove tutto richiama al vino, dove ogni forma e
colore, dove ogni negozio, fosse anche la farmacia, ricorda le
qualità superiori del prodotto locale, per capire che se si riesce
a comunicare che in un posto c'è qualcosa che val la pena di
vedere, di sentire, di assaggiare, la gente viene, spende, compra e
fa prosperare una economia.
varietà di cru
capaci di sopportare invecchiamenti prolungati, tra i più famosi
del mondo. Ma la natura non basta, per fare le cose ci vuole
capacità, tecnica naturalmente, ché senza valore intrinseco dopo un
po' tutti riconoscono la fuffa, ma anche e soprattutto
organizzativa e di comunicazione. Basta passeggiare nel piccolo
centro racchiuso da antiche mura di Beaune, una
cittadina di rara piacevolezza, passeggiando tra l'Hotel Dieu e la
cave des Cordeliers, dove tutto richiama al vino, dove ogni forma e
colore, dove ogni negozio, fosse anche la farmacia, ricorda le
qualità superiori del prodotto locale, per capire che se si riesce
a comunicare che in un posto c'è qualcosa che val la pena di
vedere, di sentire, di assaggiare, la gente viene, spende, compra e
fa prosperare una economia.Dovunque trovi riferimenti al vino ed alla sua
esclusività, così puoi arrivare a creare un mercato per gli
Chablis e gli Chambertin. Bisogna capire che questo è l'unico
modo per riuscire a far pagare una bottiglia di Romanée-Con
ti, 3.600 euro,
ma ottenibile solo se acquistata, prenotando a tempo debito, con
altre undici di qualità inferiore (pacchetto completo 8000 euro) e
ringraziando per la concessione che ti viene fatta. Basta andare al
Clos
Vougeot, sede della Confrérie des Chevaliers du
Tastevin, circondato da vigneti mirabili, pettinati come
le chiome di una dea, perdersi nelle sue storie di monaci che hanno
studiato tutti i segreti dell'enologia, guardare i torchi
colossali, per essere trascinati inconsapevolmente in questa
ordalia tutta tesa a dimostrare che quello è il punto top del mondo
in questo settore. E dunque schiere di europei ed americani prima,
seguiti da giapponesi, fino ad arrivare ai russi carichi di
ricchezza mal guadagnata e domani da eserciti di cinesi, tutti con
l'occhio sgranato per capire, per imparare per apprezzare. E' vera
gloria? Di certo c'è la sostanza che permette unendo materiale di
qualità a grande tecnica, di ottenere un prodotto di livello
superiore, ma è anche certo che solo una grandissima capacità di
comunicazione e di marketing permette di poter arrivare ad una
valorizzazione così spinta e redditizia.
ti, 3.600 euro,
ma ottenibile solo se acquistata, prenotando a tempo debito, con
altre undici di qualità inferiore (pacchetto completo 8000 euro) e
ringraziando per la concessione che ti viene fatta. Basta andare al
Clos
Vougeot, sede della Confrérie des Chevaliers du
Tastevin, circondato da vigneti mirabili, pettinati come
le chiome di una dea, perdersi nelle sue storie di monaci che hanno
studiato tutti i segreti dell'enologia, guardare i torchi
colossali, per essere trascinati inconsapevolmente in questa
ordalia tutta tesa a dimostrare che quello è il punto top del mondo
in questo settore. E dunque schiere di europei ed americani prima,
seguiti da giapponesi, fino ad arrivare ai russi carichi di
ricchezza mal guadagnata e domani da eserciti di cinesi, tutti con
l'occhio sgranato per capire, per imparare per apprezzare. E' vera
gloria? Di certo c'è la sostanza che permette unendo materiale di
qualità a grande tecnica, di ottenere un prodotto di livello
superiore, ma è anche certo che solo una grandissima capacità di
comunicazione e di marketing permette di poter arrivare ad una
valorizzazione così spinta e redditizia.Dovunque avrete la possibilità di fare assaggi in
cui riconoscerete questa qualità, ma se vorrete paragonarla ad una
pari qualità di prodotti italiani, vi accorgerete che in media il
prezzo che il vigneron francese ottiene dalle sue bottiglie è quasi
doppio rispetto alla nostra produzione (sparandola alla grossa).
Tutto merito della capacità di fare sistema, di valorizzare la
filiera in tutti
i modi, di lavorare tutti nella stessa direzione, barando il meno
possibile, assoggettandosi a quote e limiti produttivi e
rispettandoli, senza fare i furbi, ficcando vinotto nel Brunello,
lamentandosi poi magari delle giuste multe, facendo sempre in modo
che la quantità di prodotto offerto segua la richiesta. Alla fine
tutti se ne vengono a casa con qualche bottiglia, anche se il
prezzo sembra alto. E come non si potrebbe, scendendo da queste
colline meravigliose, con le rotonde abbellite da torchi e da
botti, per stradine curate dove le case si ambientano naturalmente
al paesaggio senza sfregiarlo. Qui si dimostra che il portafoglio
si riempie anche con la bellezza. Se poi volete, dopo un kyr a base
di cassis locale, accompagnate un bicchiere di Aligoté ad uno
Jambon persillé fresco e dalle delicate pastosità o un più corposo
e meditativo Haute Cotes de Beaune, giusto accoppiamento per un
classico Boeuf bourguignon, che vi vellicherà le papille attenuando
e moderandone la sapida grassezza. 
filiera in tutti
i modi, di lavorare tutti nella stessa direzione, barando il meno
possibile, assoggettandosi a quote e limiti produttivi e
rispettandoli, senza fare i furbi, ficcando vinotto nel Brunello,
lamentandosi poi magari delle giuste multe, facendo sempre in modo
che la quantità di prodotto offerto segua la richiesta. Alla fine
tutti se ne vengono a casa con qualche bottiglia, anche se il
prezzo sembra alto. E come non si potrebbe, scendendo da queste
colline meravigliose, con le rotonde abbellite da torchi e da
botti, per stradine curate dove le case si ambientano naturalmente
al paesaggio senza sfregiarlo. Qui si dimostra che il portafoglio
si riempie anche con la bellezza. Se poi volete, dopo un kyr a base
di cassis locale, accompagnate un bicchiere di Aligoté ad uno
Jambon persillé fresco e dalle delicate pastosità o un più corposo
e meditativo Haute Cotes de Beaune, giusto accoppiamento per un
classico Boeuf bourguignon, che vi vellicherà le papille attenuando
e moderandone la sapida grassezza. 
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